Com'è dura senza il campionato

 

Ven, 10/10/2008 - 14:33

Com'è dura senza il campionato

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SPORT Calcio - Non solo gli impegni della Nazionale scontentano gli allenatori dei club, ma anche i tifosi. Due settimane senza campionato e Champions League sono dure da digerire.

 Riprova ne sia che, fino alla vigilia di Bulgaria-Italia, di tutto si sia parlato a Coverciano meno che della gara che attende gli azzurri contro Berbatov e compagni domani sera a Sofia. Così ci siamo annoiati a sentire parlare ogni giorno delle più o meno vere e gravi crisi di Juve e Roma, del futuro di Prandelli, della rinascita di Adriano e Ronaldo, di Cassano non convocato. Insomma, tutta carne trita e ritrita. E' l'effetto-Nazionale che, aldilà delle competizioni internazionali (Europei e Mondiali), suscita poco interesse negli appassionati di calcio. I quali (compreso chi scrive) stanno già aspettando con ansia Napoli-Juve, Roma-Inter e Juve-Real. Ovvero, il calcio genuino, intenso, pieno di emozione. Quello che può fare la storia. Quello che fa scrivere i giornali di cose un po' più concrete. Quello che permette ai tifosi di discutere al bar la mattina seguente davanti ad un buon caffè. Bisognerebbe capire quanto sia intelligente il calendario di queste qualificazioni per le nazionali, che in Italia spezzano il campionato dopo una sola giornata e poi di nuovo dopo la sesta. Viene da pensare se non sarebbe meglio concentrare il tutto in una sorta di mini-torneo a fine anno, ad esempio a giugno 2009, ossia nell'anno di mezzo fra Europeo e Mondiale. Meccanismi troppo complicati, ce ne rendiamo conto, ma in grado forse di accattivare maggiormente sotto il profilo mediatico.
Fatta questa debita o indebita premessa, l'Italia di Lippi domani avrà un volto in parte nuovo, con Amelia fra i pali, Gamberini ad affiancare Cannavaro come centrale difensivo, Perrotta che ritroverà una maglia da titolare e Pepe subito gettato nella mischia nel tridente offensivo con Toni e il suo compagno Di Natale. Gli azzurri, che affronteranno poi il Montenegro a Lecce mercoledì, hanno la ghiotta occasione di scappare via nel proprio gruppo e mettere già una bella pietra sulla qualificazione.
Consoliamoci. Fino a marzo, poi, riavremo il nostro calcio...

Luca Gregorio, nato a Milano il 12 agosto 1981, laureato in Scienze della Comunicazione, è giornalista pubblicista dal settembre 2005.
Ha cominciato come radiocronista di basket, il suo primo grande amore professionale e che ancora segue con viva passione e costanza.
Ha fatto diverse esperienze come inviato nel mondo della pallacanestro, della pallavolo e del calcio. Lavora per AGR dal settembre 2005 e collabora anche con le emittenti televisive Eurosport e Sportitalia. Scrive canzoni, suona in un gruppo e gioca a calcio. E’ autore di un bellissimo libro “Il mio giro - appunti di viaggio al seguito del Giro d’Italia“, ed. Editrice Nuovi Autori nella collana Parla un uomo.

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