Diaro - "Basterebbe sforzarmi un po’ di più per dare una vera svolta alla mia vita e realizzare buona parte dei miei sogni. Ma sono troppo pigra. Mi accontenterò di veder scritto sulla mia lapide:Fu un talento sprecato". fonte: dottoressadania.it
La realtà è sempre un rospo difficile sia da sputare che da ingoiare. Le ore passate davanti al pc con i giochi d'azzardo, lo stipendio, i premi, la roulette della carriera, il compagno, la compagna, i figli, le figlie, la notte: cosa resta delle nostre vite ultra-moderne e sicure quando si spegne la luce? Spostare la notte un po' più in là è un mestiere da giornalista, se non addirittura da direttore di quotidiano, non certo da impiegato o manager. Quando eravamo giovani (lo scrivente non ha ancora compiuto i 27 anni) era un continuo inseguimento dell'anima: il parroco che ti vuole santo, i professori che ti vogliono (e basta), la mamma che ti vuole avvocato, il papà che ti vuole calciatore, la nonna che ti vuole prete. Alla fine uno rischia di convincersi che può fare tutto. Cosa rimane finita l'università? Un comodo squallido futuro. All'inizio pochi soldini e tanto lavoro. Poi tanto lavoro e pochi soldini. Dopodichè o ti dai una svegliata o ti avveleni l'anima lamentandoti e basta. Se ci pensi è giusto: se non sai fare un cazzo a parte lamentarti e trovare lavori poco qualificati ti meriti di non guadagnare tanti soldi. Al contrario se sai rischiare, hai carisma o semplicemente voglia di fare magari potrai avere un budget più alto per i tuoi sollazzi: viaggi, macchinone, casone... magari figonae.
Ma alla fine cosa resta? Perchè ci scervelliamo ore ed ore per essere produttivi, efficienti, performanti? Chi cazzo se ne frega se hai inventato il pay-off più bello del mondo. Tu, copy dei copy, paroliere dell'universo, Dante Alighieri della pubblicità: lo sai che se sei fortunato verrai ricordato come quello che si è inventato "Scavolini la cucina più amata dagli italiani", o peggio, "Dove c'è Barilla, c'è casa"? Tu, assicuratore dei cieli e della terra, sì, proprio tu che hai assicurato anche il culo di una scimmia: per cosa verrai ricordato? Per aver aumentato il volume d'affari di un s.p.a. con sede legale in Lussemburgo?
Cosa ce ne facciamo di 1000 canali televisivi, di desideri compulsivi compulsivamente soddisfatti? Una volta in metropolitana ho trovato una scritta: "Soldi, Suv, Figa: sicuro che sia tutto?". La risposta sembra scontata, ma non è così. Intanto ci svegliamo la mattina, prendiamo il caffè, la metropolitana, la prima incazzatura della giornata, la prima delusione, la prima gioia, il primo sorriso, la prima sigaretta, la seconda sigaretta, la terza sigaretta, la seconda incazzatura. Dopo? Riprendiamo la metropolitana, ceniamo, parliamo con la moglie, i figli, la fidanzata
e molto probabilmente stiamo prendendo l'ultima incazzatura della giornata. Dopo? Andiamo a letto e se siamo fortunati facciamo l'amore per dieci minuti e ci addormentiamo. Ma se la mattina ci svegliassimo col sole in faccia, lontani dal cemento e dallo stress, con un altro desiderio che non siano i soldi, il successo, la fottuta vanagloria? Che mondo sarebbe? Basterebbe sforzarsi un po' di più per dare una vera svolta alla vita e realizzare buona parte dei propri sogni. Ma spesso siamo troppo pigri, avidi, stanchi, incazzati e ci acconteremo di veder scritto sulla lapide: fu un talento sfiorito.







E' una questione di
E' una questione di opportunità ideali. Legga tra le righe Viola!
Sulla questione delle scelte
Sulla questione delle scelte apparentemente infinite avrei moltissimo da dire...