SPORT Calcio - Sono tornate. Tutte insieme. Le tre grandi per eccellenza del nostro calcio sono lì, ai vertici della classifica, raccolte in soli 3 punti. Un soffio di vento. 90 minuti.
I nerazzurri hanno ripreso il comando della classifica, vincendo per la seconda volta di fila in campionato nel recupero (vittime beffate prima la Reggina e poi l'Udinese). Stupisce però l'arroganza e l'impazienza di Josè Mourinho, che forse non ha il senso del limite. Nell'ultimo mese è riuscito a crare turbamento nello spogliatoio (vedi casi Cruz, Adriano, Balotelli e adesso forse Quaresma, bocciato in diretta tv), a litigare con qualcuno del pubblico di San Siro (rendendosi ridicolo nella giustificazione che si trattasse del suo ex-giocatore Costinha) e a litigare coi giornalisti di Sky e Rai. Nessuna crociata contro il tecnico portoghese, star del nostro campionato ma con poco senso della misura e del confine da valicare o meno. Parentesi chiusa, l'Inter comunque vince, pur convincendo solo a tratti. Il miglior Milan della stagione è stato riacciuffato a Lecce nel recupero, ma il buon momento dei rossoneri non può essere scalfito da un pari un po' bugiardo. La squadra di Ancelotti, nel complesso, rimane la principale indiziata per lo scudetto, anche se le servirebbe un piccolo allungo entro Natale. La sesta perla della Juventus fra campionato e Champions League ha portato ancora la firma di Del Piero: il capitano bianconero ha festeggiato così al meglio le sue 34 primavere, che davvero sembrano non aver scalfito per nulla il fisico di Pinturicchio, all'apice forse della sua carriera fatta eccezione per la strepitosa annata 97/98. L'ennesimo gioiello su punizione e il gesto cavalleresco di lasciare a Iaquinta il rigore che ha poi fruttato il 2-0 di Verona sono segnali forti di un leader indiscusso e totale per la Vecchia Signora. Il 22 novembre si avvicina, data in cui si incroceranno i destini di Juve e Inter. Nel campionato delle 3 big che lottano allo spasimo prosegue il torneo ad alto livello e con meno riflettori puntati addosso di Napoli, Lazio, Genoa e Fiorentina, che ci stanno regalando una graduatoria in cui le prime 8 sono racchiuse in appena 4 punti. I partenopei mostrano spietatezza ed efficacia, i biancocelesti un potenziale offensivo immenso (domenica c'è il derby con la Roma), mentre i liguri possono vantare il capocannoniere della serie A (Milito con 9 gol) e un rendimento interno strepitoso (18 punti sui 20 totali conquistati a Marassi); attorno ai viola cresce di gara in gara l'importanza unica di Alberto Gilardino. Insomma, i presupposti per un equilibrio sottile e prolungato ci sono tutti. Giovedì si riparte da Juve-Genoa. Una sfida d'alta quota...
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Josè Mourinho è arrivato da
Josè Mourinho è arrivato da salvatore della patria, come colui che avrebbe portato in dote la tanta agoniata vittoria dell Champions alla squadra di Moratti... In realtà sta scomprendo come sia difficile allenare in Italia ed in particolare come sia difficile farlo con una pressione mediatica senza eguali al mondo. Così si spiega anche la reazione di ieri, davvero fuori le righ anche per un personaggio come lui...Da sottolineare invece è il lavoro svolto da tecnici come Reja e Delio Rossi che, nonostante non abbiano un organico all'altezza delle grandi occupano le prime posizioni in classifica.