Musica - Ludovico Einaudi e i fratelli Robert e Ronald Lippok presenteranno dal vivo “Cloudland” – pubblicato la scorsa primavera (marzo2009) su etichetta Ponderosa Music.
WHITETREE è una riuscita unione di beat elettronici con la musica contemporanea. Una nuova generazione di musicisti che si trova a proprio agio sia con la tastiera del proprio laptop che con gli strumenti classici.
Incontro d’autore fra il celebre pianista e compositore italiano Ludovico Einaudi e i fratelli Lippok, artisti berlinesi titolari con Stefan Schneider dei To Rococo Rot, una delle più apprezzate formazioni di post-rock sperimentale in Europa.
I tre portano sul palco la comune esperienza di “Cloudland”, concept album ispirato a un classico della letteratura africana in lingua inglese, il racconto di Amos Tutuola “The Palm-Wine Drinkard” (Il bevitore di vino di palma).
Un progetto fuori dagli schemi, dove il pianismo minimale di Einaudi incontra le morbide atmosfere elettroniche dei Lippok in un prezioso equilibrio di scambi. La collaborazione nasce dalla natura stessa di tre artisti curiosi e innovativi, poco propensi a rimanere chiusi in un ambito musicale ristretto e ben delimitato. Non c’è alcun assolutismo elettronico da una parte, né alcun assolutismo classico dall’altra.
Il dialogo, dunque, fluisce nelle note realizzando immagini sonore di grande fascino, dando vita ad una dimensione nella quale la musica si spoglia di tutte le definizioni per ritrovare una purezza di intenti e di esecuzione che vola alta su generi e sottogeneri.
WHITETREE - "Cloudland"
Scegliete un titolo: “Scontro tra titani”; oppure “l’attesa collaborazione tra chi ha reinventato la ricerca della profondità nella musica classica contemporanea e chi lo ha fatto nella scena musicale elettronica” oppure, un classico, “il miglior disco del 21 secolo”.
Beh, per “Cloudland” ognuno di questi titoli è vero fino in fondo, ma il miglior titolo potrebbe essere il seguente: “I fratelli Robert e Romald Lippok insieme a Ludovico Einaudi, hanno creato un album davvero speciale che merita sia la nostra più completa attenzione, sia che noi gli apriamo il nostro cuore.”
“Cloudland” prende ispirazione dal racconto di Amos Tutuola ”The Palm-Wine Drinkard“, e vuole essere una prova di resistenza contro il freddo e frenetico pulsare del nostro presente tecnologico. Certo è sicuro anche che ”Cloudland" non è il primo tentativo di mettere insieme i beat elettronici con la musica classica. Precedentemente anche Carsten Nicolai ha collaborato con Ryuichi Sakamoto e Carl Craig con Moritz von Oswald hanno iniettato la techno nel Bolero di Ravel. Ma soprattutto oggi possiamo contare su una nuova generazione di musicisti che si trova a suo agio sia con la tastiera del proprio laptop che con gli strumenti classici.
Nonostante questo “Cloudland” è un album unico, dotato di una immediatezza ed uno spessore che solo l’incontro ispirato e il reciproco scambio tra questi artisti eccezionali poteva dare. La spiegazione del perché è abbastanza ovvia è risiede nel fatto che sia i Lippok non sono i classici compositori elettronici, come Einaudi non è un compositore classico nel comune senso del termine. Si tratta di artisti che sfuggono alle regole di classificazione tra generi e scene musicali.
I Lippok con il progetto To Rococo Rot, insieme a Stefan Schneider non solo hanno aperto la strada ad una nuova concezione di musica elettronica, attraverso dischi di grande spessore, in cui il loro sound si è contaminato con un vastissimo spettro di sonorità elettroniche, ma sono riusciti ad imporsi anche grazie al personalissimo stile del batterista Ronald Lippok, vero e proprio marchio di fabbrica del loro sound.
E’ stata questa loro peculiarità a colpire Ludovico Einaudi che ha assistito anni fa ad un loro concerto a Milano. “Mi piacque il loro concerto, mi ricordo che fui impressionato dall’interazione tra il live drumming di Ronald e l’elettronica di Robert. Andai nel camerino e scambiammo poche parole dicendo che forse avremmo collaborato insieme, un giorno.”
Ludovico non è certo estraneo con l’elettronica, avendo da sempre tratto ispirazione da esperimenti con nastri trattati e da manipolazioni dello strumento. In lui l’idea della collaborazione si fece strada fino a che nel 2006 contattò i Lippok per realizzare un tour italiano. Dopo una settimana di prove tutto era stato già messo a punto e seguirono due settimane di concerti tutti esauriti in giro per l’Italia. L’esperienza più che positiva portò a delle registrazioni in studio e fu scelto il Planet Roc a Berlino, gli studi radio della ex Berlino Est, noti per la loro splendida acustica.
“Abbiamo sempre suonato dal vivo, come una band” dice Robert Lippok. “Solo qualche sovraincisione, perché volevamo che il suono fosse il più naturale possibile, ma la fase di missaggio è stata molto dura perché avevamo così tante registrazioni tra cui scegliere.” - “Tutto è venuto fuori in modo naturale” - aggiunge Ludovico. “Ascoltando i loop ed il suono di Robert e Ronald, mi perdevo nel nostro suono senza capire a volte chi stava suonando cosa. Era come costruire i castelli di sabbia, Senza regole, tutto era possibile.”
In “Cloudland” i tre musicisti hanno saputo fondere alla perfezione i loro talenti personali. Il risultato è unico e profondo e oscilla tra le atmosfere rarefatte ed un suono dal potente impatto. Il sound dei Whitetree è sempre l’incontro del genio creativo dei tre, non c’è un solo brano del disco in cui si può riconoscere la mano di uno dei tre compositori più degli altri.
“Sono un batterista” dice Ronald - “e so bene come gestire il suono potente. Sono rimasto sorpreso dall’energia sprigionata dal piano di Ludovico. Non avrei mai immaginato che il piano potesse essere uno strumento così potente.” Robert Lippok aggiunge: “Avevo sempre desiderato collaborare con qualcuno che aveva un background accademico, con un approccio diverso dal nostro. Non avevamo lavorato mai con melodie così definite. Quando Ludovico si sedeva al piano era pura energia ed il nostro album vive di questo aspetto fisico. Il nostro sound è a volte molto forte e a volte è delicato, ma è sempre aperto e vitale.”
More info: www.ludovicoeinaudi.com – www.ponderosa.it







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