Sesso forte... o complesso?

 

Mar, 30/09/2008 - 12:53

Sesso forte... o complesso?

ATTUALITA', Società & Costume - 15 paesi europei coinvolti, 12000 intervistati, una equipe formata da più di 50 esperti tra studiosi, psicologi, sociologi, economisti, uomini di marketing,

giornalisti e opinion leader. Tutto questo per una fotografia. A chi? All’uomo moderno europeo di età compresa tra i 25 e i 39 anni. Si tratta del maggiore studio sui comportamenti e sulle caratteristiche dei giovani uomini europei mai realizzato.
Capire meglio questo target, fotografarlo, conoscere sogni, progetti, ambizioni e stili di vita, questa la mission di “Discovery Species”, la prima ricerca paneuropea che racconta tutte le verità sui giovani uomini di oggi. La lettura dei dati finali, operazione sempre complessa, riserva sorprese davvero interessanti.
Antonella D’Errico VP Channels Southern Europe ci svela un punto fondamentale, forse la chiave di volta della ricerca: “E’ affascinante vedere come quanto la parità tra i sessi abbia reso la mascolinità moderna così complessa”.
La figura dell’uomo inteso come sesso forte è in discussione, se non totalmente sgretolata, da più di 30 anni, ma questa ricerca va oltre e ci presenta i timori e le motivazioni degli uomini che sono alla ricerca di un nuovo modello di mascolinità imposto dalle richieste del XXI secolo. Senza una bussola, ecco come si presenta l’uomo oggi: diviso tra tradizione e modernità, non certo in crisi, ma in apparente difficoltà nel districarsi tra le pressioni del lavoro, una vita famigliare complicata e un tenore economico poco soddisfacente. Tutto questo perché non è più in possesso di un ruolo stabilito che porta i ricercatori di Discovery a parlare addirittura di un nuovo stadio della mascolinità.
Le figura maschile non appare univoca, ma bensì divisa in quattro grandi gruppi: 1) L’uomo al passo coi tempi (32%) che ha un’idea moderna dei ruoli dei due sessi ed è in grado di destreggiarsi tra numerosi impegni. 2) Il tipo “Io, me stesso e me”, che dà priorità a se stesso ed è meno orientato ad avere una famiglia (22%). 3) Lo “scansa responsabilità”, che vive giorno per giorno e rifugge le responsabilità (18%). 4) L’uomo “responsabile e sottopressione”, che è il tradizionale uomo di famiglia con un punto di vista conservatore del proprio ruolo (28%).
Eppure nelle diverse tipologie emerse esistono delle caratteristiche comuni: ricordate l’infelice, ma forse non del tutto infondata, uscita padoa-schioppana dei “bamboccioni”? La ricerca lo conferma: il giovane uomo europeo posticipa le tradizionali tappe di crescita: si sposa ormai trentenne, di giorno lavora in ufficio, ma di notte dorme da mamma e papà; tra la scuola e il lavoro a tempo pieno il passaggio è più lungo ecc. Tre italiani su quattro intervistati considerano una priorità la casa di proprietà, contro il 47% dei coetanei dei Paesi Bassi.
Un secondo dato comune è che la maggior parità tra uomo e donna ha necessariamente reso le relazioni tra i sessi complesse come mai prima: le donne sono combattute tra un “paternalismo vecchio stile e i diritti conquistati dal femminismo” il che rende l’uomo più che mai alla ricerca di un equilibrio e di una nuova consapevolezza del proprio ruolo. Su questo punto vi è omogeneità di risposta nei coetanei europei. All’affermazione “la parità nella relazione è importante “ il dato affermativo è in media del 77%, compresi gli italiani con 75%.
Altro tema caldo affrontato dalla ricerca è la paternità. Non è vero che il giovane uomo europeo non desideri avere figli, è vero il contrario, rivendica la possibilità di avere un ruolo più forte nella crescita della prole di quanto non abbia fatto la generazione precedente e colpevolizza una società che non gli permette di avere tale possibilità. Un italiano su due del target intervistato è infatti convinto che “un uomo possa crescere un bambino proprio come una donna”.
L’attenzione al look e al proprio fisico non è più un tabù per l’uomo. E’ consapevole di quanto una buona immagine possa essere “fonte di orgoglio, ma anche di ansia”. Ma non chiamateli effeminati, sono vanitosi e si offendono e più che parlare di look o attenzione estetica preferiscono parlare di salute. In Italia il 25% degli intervistati dichiara di usare più prodotti di bellezza oggi, di quanto era solito fare nel passato”.
A proposito di salute l’ultimo aspetto comune evidenzia come “più si esagera con ciò che rende sana la vita e più è difficile averne una: fattori come modelli di vita lavorativa stressante influiscono nello stile di vita dei giovani rendendo spesso vani i tentativi di essere sani”.
E’ doveroso ricordare che quella di Discovery vuole essere solo una fotografia che di per se non implica nessun giudizio di merito essendo chiaro a tutti che le motivazioni o le contingenze che portano a determinate situazioni possono essere le più diverse.
Questa indagine è stata realizzata per Discovery Networks da Sense e Holden Pearmain durante il 2007 e terminata a Giugno 2008. Discovery Communications è la società non fiction leader nel mondo che raggiunge più di 1.5 miliardi di utenti ad esempio con canali come Disovery Channel, Animal Planet, Discovery Science e molti altri servizi in tutto il mondo con programmazioni personalizzate in ventiquattro lingue.
Questo prezioso studio non sarà utile solo al marketing dell’azienda che meglio saprà cosa interessa realmente al suo target principale, ma verrà condivisa con industrie aziende e altri marchi che vogliono relazionarsi coi giovani per capirli e studiarli. In una parola…conoscerli.

articolo di: Francesco Ferrari

Tags:costume, sesso, società
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