MODA lei - ...Invece del tuo solito posto in prima fila, ti hanno messa in seconda fila. Cosa pensi?» «Penso che è finita.», Daria Bignardi
chiede: Franca Sozzani (direttore Vogue Italia) risponde. Non è poi così difficile da capire, tutto dipende essenzialmente da dove comodamente (ma anche no) poggi il sedere. Sei fico se siedi alla destra di Dio, sei fico se durante la settimana della moda ti siedi in prima fila. Ed è praticamente inutile cercare di darsi delle arie dalla seconda o terza: okay siete dentro ma.... nessuno vi aspetta per iniziare. Poco dopo l’ora dell’aperitivo a Milano in pieno centro a palazzo Versace va in scena la collezione Versace P/E 2009 e al di fuori è il delirio. Fotografi, telecamere, curiosi e invitati son tutti lì, chi in fila per entrare chi in fila solo per guardare (entrare). Dopotutto tanto male non ti va anche se solo appartieni alla folla curiosa e ti passa davanti Anna Piaggi e nel mentre chi era con te esordisce dicendo: «okay a me non piace il leopardato ma il capotto di quella tizia ha delle applicazioni leopardo fantastiche.» Alla fine sentenzi che esiste leopardo e leopardo . Questo succede non solo se per caso, puramente per caso finisci di fronte a palazzo Versace, succede anche se come ogni altro giorno della tua sgrammaticata vita (stilisticamente parlando) fai una passeggiata, fai la spesa o compri il giornale. Ad un certo punto senza accorgertene intorno spuntano tizie di qualche centimetro più alte di te , più magre ti te, totalmente più di te, sgambettanti in giro per tutta la città. La tua attenzione non è più particolarmente inorridita da jeans scoloriti con su un giubbotto in tinta bensì ti capita di chiederti dove, quel tizio che ti è appena passato accanto, abbia preso il suo trench quadrettato. E per qualche giorno pensi che tutto il mondo abbia imparato a vestirsi e che tu sei l’unico straccione rimasto. Rettifico: Lo pensi solo qualche giorno e solo qualche volta. Ore 11 e 45 di un venerdì come gli altri cinquanta venerdì persi in un anno (venerdì più venerdì meno) hai l’accredito per la sfilata di Love Sex Money e pensi: fantastico ora all’ingresso mi ribalzano oppure mi toccherà stare in piedi sbattuto in fondo alla sala. Ore 12 e 45 con un ora di ritardo (ma anche più) arriva Laura Chiatti , beh si niente da dire una bella ragazzetta e più magra di come solitamente si vede in TV o al cinema . La prima fila sembra al completo anche se c’è gente vestita in maniera inenarrabile e pensi al perché un tizio con una maglietta (tipo maglietta della salute) color salmone andato a male e occhiali da sole in tinta, che per salutare le ‘amichette’ si dimena come una ballerina del Le Crazy Horse di Parigi , dovrebbe, per qualche arcano motivo, capire e distinguere il bello dal brutto la moda dalla non moda ... ma dove? Si spengono le luci e inizia la sfilata. Acerbe modelle vestite di un candido piumaggio, incedono come piegate dal vento su una passerella bianco lucente. Si vede qui è là del giallo chiarissimo, del grigio e del rosa. Tessuti leggerissimi per lo più trasparenti annodati con grandi fiocchi o adornati da grossa bigiotteria. Una collezione che sembra costruita con la carta velina, bella in verità anche se per linee e idea stilista richiama fin troppo le ultime collezioni di Alessandra Facchinetti per Valentino. Dove fosse seduta la redazione Moda di PillBox non è dato saperlo.






Grande Fabrizio Finizza, il
Grande Fabrizio Finizza,
il redattore moda più moda che c'è.
Anche a noi di pillbox.it interessa scoprire la moda per lei... per capire un po' meglio noi stessi.
Chissà cosa avrò voluto dire?
Staff PillBox.it