Una insolita maniera di combinare tra loro ‘quattro stracci ’. Una buona dose di fantasia, un’indole innata e devota al concetto di perpetuo reinventarsi e quel tanto che basta di moda:
sono le caratteristiche, per non chiamarle peculiarità, necessarie per riuscire a sdoganare il tanto vilipeso già visto. Partendo dalla sicura concezione che copiare non è sempre male, diviene necessario puntare tutto sulle ispirazioni, quindi, senza inciampare nell’effetto ristampa. Personalizzare oltre al solo vestire, mescolare quello che oggi va con quello che non va più, bilanciare couture e mercatino, cercando la giusta direzione lì all’angolo tra sex and the city (un vestito usato da sette dollari da abbinare ai sandali da 500) e il troppo borghese. Intuito, dunque e una sfacciata predisposizione naturale ad essere comunque un passo avanti .Per tutti gli altri… poveri di spirito e per coloro ai quali questa impresa sembra impossibile la moda di stagione, quella per l’estate 2008, offre qualche spunto. Nomade, poliedrica, necessariamente apolide la personalità stilistica della donna ETRO p/e 2008. Folk nei tagli e nelle fantasie, moderna e tecnologica nei tessuti. Incursioni tibetane infestano il paisley delle borse. Minigonne a pieghe in georgette di seta replicano quelle degli antichi costumi cinesi. Il jersey fatto a muta è la nuova cyber lingerie. Il tutto infuso qui e là da echi di una certa Londra ‘80, libera e sperimentale, etnica e militare, nei pantaloni in canvas di lino con bande laterali e nelle giacche stile “majorette” in pelle o cotone. Assonanze e dissonanze di stili, epoche e status tramutati in una interessante versione urbana. E allora… passi pure il griffatissimo purché sia ispirato, reinterpretato e apparentemente spontaneo.
Il difficile è tutto lì.






